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Rito epifanico e surreale con la vita che passa: ode a Non c'è nessuno di Mario Coco

Per la vigilia dell'Epifania lo spazio ricreativo Cinquenovenove con sede a Monte Mario ha accolto come da rito, con sempre nuovi ospiti a sorpresa, la trentasettesima proiezione di Non c'è nessuno (2022) di Mario Coco.

Non c'è nessuno
Ilaria Amadio e Mario Coco in Non c'è nessuno (2022)

Lo spettatore entra in medias res nel duplice viaggio di Ilaria.

La protagonista del cortometraggio, interpretata da Ilaria Amadio, viaggia su due binari, uno più tangibile, e vicino alla realtà, e un altro molto più allegorico. Le scelte registiche di Mario Coco, ben allineandosi con le personalità degli attori che si susseguono in scena, permettono di creare un mondo fittizio che però resta sempre sulla soglia del documentario e nella cui realtà la giovane protagonista muove i suoi primi passi tra disincantati datori di lavoro, prolisse segretarie e una lungimirante serie di incontri acasuali.

Non c'è nessuno
Ilaria Amadio in Non c'è nessuno (2022)

Il cortometraggio di Mario Coco viene girato in sole due settimane, in attesa di essere mostrato alla Festa del cinema di Roma. Il cast si forma quasi spontaneamente, tra attori professionisti e personaggi che ricoprono invece i panni di loro stessi. Il film viene infine accolto - per la sua lente particolare - nella chiave del documentario surrealista.


Mentre Ilaria è ancora alla ricerca di un impiego, nutrendo il sogno di divenire un'inventrice, la soglia del cortometraggio viene attraversata dalla camera che la segue, mentre quest'ultima, di fronte ai binari, attende il misterioso arrivo di un treno per Siracusa.

Tutto il film di Mario Coco vede un'alternanza geniale tra il paesino d'origine di Ilaria - Monte Mario nella realtà - e - Prati - la Città.

Sin dall'inizio lo spettatore ha la sensazione che il viaggio della protagonista vada in due direzioni: la prima in cui la vita passa immobilizzata, proprio come gli abitanti di un vagone notturno, la seconda, invece, mentre brucia sotto i suoi occhi come un fiammifero e con non poca nostalgia.


La caratterizzazione dei personaggi - a volte macchiettistica - è, assieme ai dettagli dei luoghi e ai dialoghi nutriti dall'improvvisazione, uno dei molti punti di forza del film. Le risate suscitate non sono mai autoriferite, né tanto meno sembra che siano state messe lì per divertire.

Lo sfaccettato bagaglio di sensazioni che ciascun personaggio trasmette allo spettatore permette infatti a quest'ultimo di addentrarsi senza indugi in una lettura surreale dell'opera, la quale, pur rimanendo una creazione libera e ibrida, sembra ben dialogare sia con il documentario, senza ricorrere a steoreotipi, che con un costantemente alimentato principio di realismo magico.

Non c'è nessuno
Giovanbattista Scidà in Non c'è nessuno (2022)

Fra le molte idee trasfigurate in regia, e poi rese indimenticabili per gli spettatori, in Non c'è nessuno resta l'eco del "caffè!". Questa piccola parentesi, introdotta dal filosofico personaggio interpretato da Giovanbattista Scidà, si insinua come un saggio consiglio dimenticato da tempo dallo spettatore e, man mano che il corto prosegue, viene sonoramente illuminato dall'inserimento del brano 6 caffé, nonché parte integrante della colonna sonora originale realizzata per il film da Mario Coco.

Non c'è nessuno
Roberto Scio e Ilaria Amadio in Non c'è nessuno (2022)

Non c'è nessuno resta quindi un cortometraggio che sorprende poiché si può guardarlo moltissime volte e scoprire in ognuna quei particolari che non si erano notati in precedenza, ma soltanto percepiti. Uno fra questi è un importante cambio di tono che, circa a metà film, sembra riportare in superficie gli indizi di un tempo sospeso, un modo di approcciarsi alla realtà che aleggia nel film già dalla prima scena.

Non c'è nessuno
Giovanna Guidi in Non c'è nessuno (2022)

Alcuni dialoghi riportano inoltre e inevitabilmente all'idea - da parte del regista - di voler affrontare anche un'aperta discussione sul meta-cinema. Mario Coco, infatti, non solo segue la realizzazione del film, ma anche parte di quanto accade nella scena attraversandola in prima persona e vestendo gli abiti e le parole di un regista che, non a scanso di equivoci, declama "professionalità".


Non c'è nessuno racchiude un segreto in sé a tal punto incredibile da non poter essere spiegato dallo spettatore, poiché sarà lui stesso a non saper ben esprimere cosa ha visto né tanto meno quello che è successo durante la proiezione. Al suo termine, però, avrà senz'altro sentito alimentarsi una connessione e una condivisione di quel tutto, con chi - come lui - guardava in direzione della luce proiettata.

Non c'è nessuno
Non c'è nessuno (2022) Mario Coco

Non c’è nessuno dona la possibilità di continuare a pensare al film come alla messa in pellicola di un sogno che si ha l’impressione di aver fatto in passato e che si sia da poco avverato durante la proiezione.

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Roma (RM), Italia

Progetto artistico critico letterario No profit a cura di Giada Ciliberto 

Giornalista Pubblicista 

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