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Colibrì Cinématographique

Reportage "Chez Chuormo"
Analisi, recensioni ed estratti dai dibattiti sui film proiettati ogni venerdì alla rassegna dedicata ai cortometraggi "Chez Chuormo" (@chuormo).


Tra ricordi, testimonianze e altre indagini: torna Filmucci con Roberta Martinelli, Arianna Sciancalepore, Letizia B. Gusmini, Andrea Rampini e Giuseppe Coniglio
Per fortuna, in un uggioso mercoledì di fine febbraio, c'è chi preferisce il Cinema Greenwich a Sanremo e si ritrova nel mezzo del sesto episodio di Filmucci , rassegna di cortometraggi in sala come atto politico mediata dal collettivo cinematografico indipendente Chuormo nel cuore di Testaccio. Filmucci 6 - Piccoli film sul grande schermo Nella nuova puntata si alternano, o si mescolano fra loro talvolta, ricordi d'infanzia, testimonianze nella natura, fantasmi e altre stra


Chuomo sul nuovo sguardo alla vita di chi sogna il cinema per Tienimi presente di Alberto Palmiero
Lo sguardo in Tienimi presente è lo sguardo di chi guarda al cinema attraverso la vita, che è forse l'unico modo per guardare al cinema


5 punti di vista di un'intima ricerca: Filmucci accoglie al Greenwich i nuovi cortometraggi di Mara Crisci, Roberto Avolio - Rossella Logiurato, Brando Pacitto, Tommaso Paris e Mattia Cirilli
Come si ribadisce in chiusura, ad ogni appuntamento in sala per Filmucci: non c’è atto più politico che proiettare dei cortometraggi al cinema.


Immaginare i dettagli della memoria con Goodbye Pig di Roberta Palmieri (2024)
Guardando Goodbye Pig ci si accorge che oltre la chiave documentaristica c'è in realtà la volontà di avventurarsi in un diario di bordo, in un viaggio dove a guidare lo spettatore è una soggettiva che ignora il suo futuro ma che desidera credere ancora nell'umanità.


Cinema e letteratura stratificano e bruciano la provocazione ne L'uomo più odiato del mondo (2025) di Jacopo Spanò
Lorenzo Crovo nel corto di Jacopo Spanò L'uomo più odiato del mondo (2025)


Felice Film Festival: si apre la scatola magica con Dagon di Paolo Gaudio
Il Felice Film Festival ha aperto ieri le sue porte nel cuore di Testaccio , sotto la direzione artistica e la selezione dei film a cura...


L'arte come onirica matrioska in Mondo Altro (2024) di Viola Bartolini
Il film di Viola Bartolini, Mondo Altro (2024), trasporta lo spettatore nell’onirico e nel non detto che convive con la ricettiva...


La rarefatta possibilità di convivere con la visione: Il Diavolo (2023) di Andrea Antonelli
Come può l'arte profetica dei tarocchi unirsi al caso e al desiderio per la realizzazione di un film? Maschera ne Il Diavolo di Andrea...


Last Call (2024) di Giada Di Palma
Attraverso un gusto vintage e un'affezione per la retromania Last Call di Giada Di Palma indaga la complessità delle emozioni


Sull'orlo della sensibilità umana, Dieci Secondi (2024) di Roberta Palmieri
Dieci Secondi restituisce il senso di spaesamento che l'Uomo prova quando si trova ad essere esposto all'aspetto terrificante della natura


La percezione del corpo in Arcano XIII (2020) di Diana Gianola
Arcano XIII di Diana Gianola mostra come la percezione di un corpo possa attraverso lo schermo forgiando un personale stile di ripresa


Il dettaglio della sensorialità ne I Giorni delle Arance (2022) di Matteo De Liberato
I Giorni delle Arance «è una storia che parla d'amore per la vita», il regista Matteo De Liberato introduce così il suo film


The tales of Muzungu (2025) di Lorenzo Caldarelli e Marco Pinnavaia
Per questa istintiva stratificazione The tale of Muzungu è un documentario che resta davvero documentario anche nel suo tono più intimista


Dialogo con la traccia di oggetti inanimati, Nelle mani (2024) di Giorgia Navarra
Nelle mani della regista la camera appare totalmente immersa nell'atmosfera di molteplici luoghi che arrivano a comporre un solitario


La voce di un padre femminista in In Her Shoes (2019) di Maria lovine
In Her Shoes invita lo spettatore a chiedersi come possa essere la voce di un uomo che prova a mettersi nei panni di una donna


Studio di un flusso parallelo in Sbagliando s'inventa (2022) di Alice Sagrati
Rispondendo a una chiamata di cui però non è destinatario, Mario si ritrova letteralmente ad abitare un flusso di parole


Cura, silenzio e metafora ne L'affanno prima della quiete (2024) di Salvatore Iemmino Pellegrino
L’affanno prima della quiete ci riporta come un'onda al punto di partenza delle nostre domande.


La forma della voce interiore in Incipit (2022) di Beatrice Elena Festi
La figura femminile rappresentata dalla regista Beatrice Elena Festi diviene presenza riconoscendosi nella fuga


Marianna (2024) la speranza non disatomizzata di Luigi Di Domenico
«Marianna è un simbolo. Non sarà con noi domani, con spranghe, con passamontagna. Ma è proprio come noi.» «Qua nessuno vuole la...


Atarassia (2022) l'incontro con l'Iceberg di Nathan Aprile
Come si può trasmettere allo spettatore la sensazione di voler fuggire via?
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